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Category: Albania

Operare in Albania con una branch

A cura del dott. Diego Occari

La soluzione principalmente adottata dagli imprenditori italiani che scelgono di operare in Albania,  per cogliere le enormi opportunità di questo piccolo Paese in crescita, è quella di costituire una società a responsabilità limitata locale (c.d. Sh.p.k.) tuttavia, non è detto che tale soluzione sia sempre quella più efficiente.

Spesso si dimentica che, per operare in un Paese, non occorre costituire un soggetto societario in tale territorio, essendo possibile utilizzare un soggetto estero, ad esempio una SRL italiana, e limitarsi ad aprire nel paese estero una c.d. stabile organizzazione, o branch. Tale organizzazione è infatti prevista e regolamentata dalla Convenzione internazionale del 21/05/1998 n. 175 contro le doppie imposizioni stipulata tra l’Italia e l’Albania, in vigore in Italia dal 21/12/1999.

Utilizzare una branch, in luogo di una Sh.p.k., può rappresentare per il contribuente italiano una soluzione tecnica idonea ad ottenere, specialmente nella fase di avvio dell’attività, una deducibilità in Italia dei costi sostenuti in Albania, contenendo i costi amministrativi (la branchinfatti, non ha ad esempio necessità di un proprio organo amministrativo).

Non soltanto, laddove l’investimento non sia idoneo ad assicurare una strutturata organizzazione all’estero, operare con una società albanese Sh.p.k., in luogo di una branch, potrebbe presentare rischi di contestazione fiscale, sia per quanto attiene la residenza fiscale effettiva della società, sia per quanto attiene l’eventuale politica dei prezzi di trasferimento applicata alle transazioni intercompany.

Mentre la soluzione della branch, comportando la tassazione anche in Italia dei proventi realizzati, previo riconoscimento del credito d’imposta per quanto pagato in Albania, non genera mai, in linea di massima, rischi di contestazione da parte dell’amministrazione italiana.

Inoltre, se si opera già in diversi paesi, ad esempio mediante una controllata (subsidiary), si può usare benissimo una propria società strumentale estera (ad esempio una LTD londinese) per operare in Albania attraverso una branch, in modo da poter beneficiare della sicurezza garantita dallo strumento societario inglese che ad esempio, rispetto agli strumenti societari albanesi, sono assai più protettivi, per quanto attiene alla responsabilità degli amministratori.

Una buona pianificazione fiscale internazionale quindi, che abbia come scopo la minimizzazione del carico tributario complessivo, da attuarsi però in piena conformità alle norme, richiede sempre una analisi concorrente di più variabili societarie e tributarie, correlate ai diversi strumenti giuridici prescelti. In un contesto in cui la combinazione tra strutture societarie e branch deve sempre essere ben approfondito a priori, prima di avviare una operatività.

Sul piano operativo le fonti normative di riferimento in Albania, già oggetto di approfondimento in un nostro precedente contributo, sono la Legge n. 9723 del 3 maggio 2017, in materia di “Centro Nazionale di Registrazione”e la Legge n. 9901 del 14 aprile 2008, che regola il diritto societario e commerciale in Albania.

Per tutti coloro che fossero interessati ad approfondire la tematica, lo Studio Occari & Partners Shpk, con i propri uffici di Durazzo (in Albania), è disponibile a fornire assistenza, sia nella fase di pianificazione dell’investimento, sia nelle attività di studio attinenti all’apertura ed all’avvio della sede, anche fornendo supporto attraverso i propri operatori, nella ricerca e selezione del personale in loco.

Lo Studio Occari & Partners vi invita al convegno dedicato agli imprenditori interessati all’internazionalizzazione d’impresa, che si terrà a Tirana, in Albania, il 22 Maggio 2019.

L’evento è gratuito ma è necessaria l’iscrizione tramite e-mail all’indirizzo info@albaniabusiness.it.

Programma della giornata

9.30 – 9.40 | Inizio lavori e saluti

ICE Albania

9.40 – 10.50 | Il concetto di residenza fiscale nel Modello OCSE e negli ordinamenti italiano e albanese

Dott. Diego Occari

  Pausa caffè      

11.10 – 11.30 | Il concetto di residenza fiscale nell’ordinamento inglese.   

Dott.ssa Rajmonda Kallaverja      

11.30 – 12.00 | I servizi di Prima Fiduciaria Spa per la gestione degli investimenti esteri.

Dott. Stefano Perissinotto

Rischi e soluzioni pratiche. Dibattito tra i partecipanti.

15.10 – 16.00 | Stabile organizzazione o Subsidiary? Differenze ed introduzione alla tematica sui prezzi di trasferimento. Cenni in materia di Transfer Pricing.

Dott. Diego Occari

16.00 – 16.30 | Il Transfer pricing nel diritto Tributario inglese e albanese.

Dott.ssa Rajmonda Kallaverja

  Pausa caffè      

16.50 – 17.20 | Gli strumenti di finanziamento a sostegno dell’internazionalizzazione.

Dott. Diego Occari

17.20 – 17.50 | L’utilizzo del trust come strumento per interrompere le catene partecipative.

Dott. Stefano Perissinotto

 Question time

Location

Sala COD, Palazzo del Consiglio dei Ministri | Boulevard Dëshmorët e Kombit, 7

Scarica qui la locandina.

Convegno Tirana: International Tax Day
L’economia albanese e i settori maggiormente attrattivi per gli investimenti esteri

A cura del dott. Aldi Pellumbi

Situazione generale del paese

L’Albania è un paese situato nel sud est del continente europeo e nel sud ovest della penisola dei Balcani. La posizione favorevole e i due porti principali del paese, ossia quello di Durazzo e quello di Valona, la fanno diventare la porta d’accesso per i mercati dei Balcani. Il paese negli ultimi anni ha registrato una crescita costante del Pil, il quale è cresciuto progressivamente dal 2,2% del 2014 al 4% del 2017.

Il flusso degli investimenti diretti esteri è andato crescendo negli ultimi anni e nel corso del 2016 si è arrivati ad una crescita di 14.4% rispetto al 2015, attestandosi a 936,5 milioni di euro. Ciò è ascrivibile in massima parte ai settori dell’energia elettrica e del gas che hanno beneficiato della costruzione di un importante centrale idroelettrica nel sud-est del Paese e soprattutto dei lavori relativi al gasdotto del TAP.

L’indebitamento pubblico, invece, resta molto alto. Secondo le ultime stime il debito si attesta attorno al 71.5% del Pil, ma il ministero delle finanze assicura che entro il 2020 l’Albania arriverà al di sotto del 60%. Inoltre anche il livello di disoccupazione resta alto (14.2%), ma è anche in lieve calo nel periodo. È stato stimato che il costo del lavoro in Albania corrisponde ad un terzo a confronto con quelli degli altri paesi della regione Balcanica. Ed è circa un quinto del costo del lavoro in Italia.

Inoltre, l’Albania, è molto attrattiva in quanto la maggior parte della popolazione parla fluentemente le lingue, specialmente l’italiano.

Nel complesso il paese gode di una stabile situazione macroeconomica, sostenuta da un mercato bancario che riesce a far fronte alle crisi internazionali. A completare il quadro macroeconomico del paese e ad aiutarci con la spiegazione delle voci sopracitate invitiamo a prendere visione della seguente tabella.

Dopo aver illustrato la situazione dell’Albania possiamo analizzare nello specifico i macro settori che permettono al Paese di registrare la crescita sopra illustrata.

Settore energetico e minerario 

Uno dei settori in cui si registra la maggiore crescita nel Paese è quello energetico in quanto il governo albanese ultimamente sta cercando di apportare modifiche di ammodernamento. Infatti, il settore energetico è stato caratterizzato da grandi cambiamenti, a partire dalla ristrutturazione dell’ente nazionale produttore di energia (KESH).

Negli ultimi anni c’è stata una apertura totale verso i progetti per la produzione di energia che ha attratto molti investimenti. L’88,5% delle fonti energetiche complessive in Albania è costituito dall’energia elettrica, a sua volta quasi esclusivamente di origine idroelettrica. Il potenziale produttivo del paese è stato stimato in 2000-2500 KW ed è secondo in Europa solo dopo la Norvegia.

Questo settore offre grandi spazi per l’esportazione nel Paese di know-how (progettazione), di macchinari elettromeccanici per la produzione di energia, apparecchiature elettriche e di software per la gestione degli impianti, settori questi di assoluta eccellenza del Made in Italy.  Inoltre, la costruzione della Tap farà diversificare le fonti energetiche del paese.

Un altro ramo del settore molto attrattivo è quello minerario, in quanto l’Albania è ricca principalmente di cromo, rame, nichel e carbone ed ha importanti giacimenti non sfruttati di bauxite, fosfato e significative riserve lapidee utilizzabili nel settore edilizio. Attualmente in questo settore operano 40 aziende straniere e 511 società Albanesi.

Il settore petrolifero è una grande risorsa del paese. Le riserve petrolifere sono state stimate in 550 milioni di tonnellate, ma che non sono pienamente utilizzate. Un investimento in questo settore potrebbe essere quello di introdurre nuove attrezzature più efficiente rispetto a quelle già in uso.

Settore tessile ed abbigliamento

Il settore tessile è uno dei settori più produttivi del paese. Questo perché l’Albania ha una radicata tradizione per quanto concerne i prodotti tessili e dopo gli anni 90’ il paese si è distinto per la buona qualità di questi prodotti. In questo settore possiamo riscontrare anche ingenti investimenti esteri che sono stati effettuati per le seguenti ragioni:

1)  il basso costo della manodopera nel paese;
2)  la presenza dei porti che consente l’accesso ai mercati balcanici;
3)  la vicinanza  all’Italia;
4)  l’esenzione dall’Iva e dai dazi doganali per il 100% dei produttori façon sotto il regime di riesportazione
In forza di questi fattori il Paese riesce a trarre grandi investimenti in questo settore.

Settore turistico

Il settore turistico ha avuto una crescita significativa negli ultimi anni. Infatti, il 13% del pil del Paese viene generato da questo settore. Tale settore è quello che presenta il maggior potenziale di crescita. L’attuale location delle strutture è concentrata per il 67% sulla costa, per il 22% in aree urbane, per il 5% in aree suburbane, per il 3% intorno ai laghi e per il restante 3% in zone montuose, per un totale di 16.888 ditte operanti nel settore.

Il settore turistico ha suscitato grande attenzione internazionale da parte di prestigiosi giornali e riviste internazionali come il New York Times che ha incluso l’Albania nella lista delle 52 destinazioni più interessanti da visitare nel 2014.

Costruzioni

L’Albania ha una rete viaria di circa 18.000 Km, una parte di essa è obsoleta a causa di una scarsa manutenzione ed un aumento cospicuo degli automobilisti nel paese.  Nonostante, negli ultimi anni, il governo ha investito molte risorse nella rete viaria il settore presenta ancora margini di miglioramento molto ampi. La maggior parte degli investimenti ha riguardato zone strategiche del paese ed ultimamente la rete si sta estendendo a tutta l’Albania. Il Governo albanese ha previsto azioni promozionali e di studio anche a favore del settore portuale a beneficio soprattutto della grande distribuzione che, in Albania, sta facendo ormai passi da gigante.

Il governo albanese sta cercando negli ultimi anni di investire nella rete ferroviaria del Paese. La rete ha una lunghezza di 447 km, ma non è più utilizzata dagli inizi degli anni 90’. Si considera che gli investimenti iniziali, in questo settore, saranno per il trasporto merci e successivamente si estenderà. In futuro il piano del governo albanese è quello di collegare la ferrovia albanese con quella Europea.

Risultati migliori sono stati ottenuti nel trasporto aereo con la costruzione del nuovo terminale di Rinas. In futuro il Paese si vorrà anche dotare di un nuovo aeroporto, quindi i margini di miglioramento sono ampi anche in questo ramo del settore costruzioni.

Settore agricolo

L’ultimo settore che andremo ad analizzare è quello agricolo. È uno dei settori più importanti dell’economia albanese in quanto genera il 20% del Pil del paese. Il settore agricolo ha una importanza strategica in quanto quasi il 50% della popolazione vive nelle zone rurali e quindi si occupa principalmente di agricoltura. Inoltre il clima del paese favorisce l’agricoltura di vari tipi da quella continentale a quella mediterranea. I terreni agricoli rappresentano il 24% del territorio della Paese e si concentrano per l’81% nella zona costiera e quella collinare. Il restante 19% delle terre agricole nelle zone montuose è molto adatto alla frutticultura. L’agricoltura è favorita, inoltre, dalla rete idrica in superfice che è una delle più grandi d’Europa. Negli ultimi anni con l’introduzione di nuove  tecnologie il settore sta progredendo in maniera significativa.

Il paese con cui l’Albania intrattiene la maggior parte degli scambi commerciali in ambito agricolo, è l’Italia con il 43% delle esportazioni.

Un ulteriore problematica strutturale del settore è l’alto numero dei piccoli imprenditori che fa crescere i costi di produzione e la competitività del settore. Questo aspetto può essere un buon inizio per elaborare nuove strategie per migliorare questo settore in Albania.

Le sfide ancora aperte riguardano alcuni aspetti relativi alle infrastrutture carenti, alle limitazioni di mercato e al limitato accesso al credito.

A cura del dott. Ermal Shehu.

Con l’economia nazionale in crescita, il governo albanese ha pubblicato nella gazzetta ufficiale in data 28.12.2018, il pacchetto fiscale 2019.

Le ultime novità introdotte hanno come scopo principale l’abbassamento del carico fiscale sia per i cittadini, tramite la riduzione Irpef, che per le imprese tramite la riduzione dell’aliquota Ires. Inoltre, queste novità mirano ad incentivare gli investimenti nei vari settori dell’economia albanese sia tramite agevolazioni amministrative che tramite agevolazioni fiscali.

Le novità di questo provvedimento verranno analizzate in modo più dettagliato nel corso dell’articolo. Ora vogliamo soffermarci sui risultati del pacchetto implementato a giugno 2018 che comprendeva l’abbassamento del livello di tassazione sul reddito delle imprese (IRES) con un volume d’affari compresso tra 8 – 14 milioni di lek (112.900,00 euro) che è passato da 15% al 5%. Di questa agevolazione hanno approfittato 11 mila aziende che operavano in Albania e il 50% delle imprese i cui redditi fino ad allora venivano tassati al 15%. Oggi, nel paese, il 65% delle imprese ha una tassazione pari a 0%, il 26%, invece, ha una tassazione del 5%.

Questo significa che attualmente il 91% delle imprese operanti nel territorio della Repubblica dell’Albania hanno una tassazione che va dallo 0 al 5%.

Ulteriori agevolazioni sono state introdotto con “le novità fiscali” che sono entrate in vigore dal 01.01.2019, le quali hanno apportato ulteriori vantaggi alle aziende di particolari settori e che hanno un determinato livello di fatturato che illustriamo di seguito.

Imposta sul valore aggiunto (Tvsh)

Il ministero delle finanze albanese ha deciso di applicare l’Iva in scala ridotta al 6% per:

  1. Il rifornimento dei mezzi utilizzati per il trasporto pubblico, in particolare gli autobus con motore elettrico e capienza minima di 9 posti più 1;
  2. I servizi pubblicitari dei media audiovisivi;
  3. Il rifornimento di libri di ogni tipo, compresi anche i libri scolastici.

Sono state escluse dall’applicazione dell’Iva le materie prime usate nell’industria farmaceutica, per rendere l’industria nazionale competitiva con i competitors internazionali.

Imposta sul reddito delle società (Ires) e sul reddito delle persone fisiche (Irpef)

Si applica una tassazione del 5% per le seguenti categorie:

  1.  società e persone fisiche con fatturato annuo di 14 milioni di lek (112.900,00 euro);
  2.  imprese nel settore dell’agriturismo;
  3.  società cooperative agricole.

Si è verificata una riduzione del 7%, vale a dire dal 15% all’ 8% per quanto riguarda la distribuzione di utili dalle imprese. Questa riduzione si applica anche alle riserve (che andranno distribuite nel 2019) che sono state alimentate da utili degli anni precedenti qualora l’imposta dovuta viene versata entro un termine stabilito dall’ art. 33 della legge nr. 8438 del 28.12.1998. Quindi il termine prestabilito per il versamento dell’imposta alla fonte è il 20.08.2019.

Un’altra importante modifica riguarda i compensi per i lavoratori dipendenti. È stato stabilito che il compenso minimo mensile per legge sarà di 26.000 lek (209,76 euro) e quella massimale sarà di 114.670 lek (925,25 euro) per tutte le diverse categorie dei lavoratori.

Le novità fiscali in Albania
Albania: le regole per l’apertura di una stabile organizzazione

A cura del dott. Ermal Shehu

In un mercato globalizzato come quello di oggi, per le imprese italiane che intendono internazionalizzare, la scelta della modalità di insediarsi all’estero è fondamentale. Il presente contributo è dedicato a riassumere la procedura da seguire per l’apertura di una stabile organizzazione in Albania.

La normativa di riferimento è la seguente:

  1. la Legge N. 9723 del 03.05.2017, “Sul Centro Nazionale di Registrazione”[1],e successive modifiche ed integrazioni;
  2. la Legge N. 9901 del 14.04.2008, “Sui Commercianti e le Società Commerciali”[2], e successive modifiche ed integrazioni.

La richiesta di registrazione della stabile organizzazione presso il Centro Nazionale di Registrazione può essere effettuata sia telematicamente che cartacea.

A seguito dell’approvazione della richiesta di registrazione e l’assegnazione del numero di Partita Iva da parte del Centro Nazionale di Registrazione, in automatico la stabile organizzazione viene registrata anche presso:

  •  l’amministrazione finanziaria albanese[3];
  •  l’Istituto nazionale di previdenza sociale[4];
  •  l’istituto nazionale di assistenza sanitaria[5];
  • l’ispettorato del lavoro[6].

La normativa in materia prevede una lista di dati e documenti necessari per l’apertura della stabile organizzazione.

Di seguito vediamo i dati obbligatori da indicare nella richiesta:

  1. i seguenti dati della società estera:

1.1   la ragione Sociale;

1.2   la forma giuridica;

1.3   la data di costituzione;

1.4   la partita Iva;

1.5   il paese di registrazione;

1.6   il capitale sociale;

1.7   l’indirizzo della sede;

1.8   l’oggetto sociale, se è definito;

1.9   la durata della società, se determinata;

1.10 i dati identificativi dell’amministratore e del rappresentante legale della società, i poteri e la durata della carica.

  1. la ragione sociale della stabile organizzazione, se diversa da quella della società estera;
  2. la durata della stabile organizzazione, se specificato;
  3. l’oggetto sociale della stabile organizzazione, se specificato;
  4. l’indirizzo della sede della stabile organizzazione;
  5. dati identificativi dell’amministratore e del rappresentante legale della stabile organizzazione, i poteri e la durata della carica;
  6. la firma del rappresentante legale della stabile organizzazione.

Oltre ai dati sopraindicati, all’atto della presentazione della richiesta bisogna allegare la seguente documentazione:

  • l’atto costitutivo e lo statuto della società estera, e successive modifiche ed integrazioni;
  • un certificato, in originale, rilasciato dell’amministrazione competente dello Stato di nazionalità della società estera (es., Camera di Commercio, Registro delle Imprese ecc.) che attesti che quest’ultima è validamente costituita ed esistente ai sensi del proprio ordinamento, che non è in liquidazione o in fallimento. Tale certificato deve essere rilasciato non più di 90 giorni dalla data di presentazione della richiesta e deve riportare i dati della società estera e l’indicazione del suo legale rappresentante;
  • l’ultimo bilancio approvato e depositato della società estera se attiva da più di un anno;
  • l’atto societario (che, a seconda dell’ordinamento della società estera, potrà essere una delibera, o una determinazione, dell’organo amministrativo o dei soci, ecc.), mediante il quale risulti espressamente la volontà della società estera di aprire in Albania una stabile organizzazione.
  • copia dei documenti di identità di tutti gli amministratori e dei soci (o beneficiari effettivi) della società estera;
  • copia del documento d’identità del rappresentante legale della stabile organizzazione. Nel caso in cui il soggetto che presenta la richiesta è diverso dal rappresentante legale della stabile organizzazione deve essere munito di procura.

Tale documentazione deve essere apostillata dalle autorità competenti estere. In Albania si procederà alla traduzione giurata in albanese e all’autenticazione notarile.

L’articolazione della procedura di predisposizione della documentazione necessaria e successiva registrazione presso le autorità competenti, rendono sempre opportuno, per i contribuenti, farsi assistere da studi professionali qualificati in queste pratiche. Per coloro che avessero necessità lo Studio Occari & Partners, con sede in Durazzo, dispone di personale qualificato e specializzato per lo svolgimento di queste attività.

[1]Per Qendren Kombetare te Regjistrimit

[2]Per Tregtaret dhe Shoqerite Tregtare

[3]Drejtoria e Pergjithshme e Tatimeve

[4]Sigurime Shoqerore

[5]Sigurime Shendetesor

[6]Inspektoriati i Punes

A cura del dott. Aldi Pellumbi

Di quali documenti ha bisogno un cittadino italiano per entrare o vivere in Albania? 

I cittadini italiani, per poter entrare nel territorio della Repubblica dell’Albania, devono essere in possesso di un passaporto valido o di una carta d’identità valida per l’espatrio con scadenza di almeno tre mesi dalla data di rientro dall’Albania. READ MORE

Le regole sul permesso di soggiorno in Albania
I contributi previdenziali e assistenziali sul lavoro albanese

A cura del dott. Ermal Shehu

Oltre dalla Costituzione, che prevede il diritto per ogni cittadino alla previdenza sociale, i contributi previdenziali e assistenziali sono regolati da leggi speciali, quali:

–   La Legge n.7703 dell’11 maggio 1993 “Per la previdenza sociale nella Repubblica di Albania”, e successive modifiche ed integrazioni;

–   La Legge n. 7870 del 13 ottobre 1994 “Sull’assistenza sanitaria nella Repubblica d’Albania”, e successive modifiche ed integrazioni;

Partendo dal presupposto che la normativa albanese non fa nessuna distinzione tra lavoratore albanese e lavoratore straniero, il presente contributo è dedicato a riassumere la normativa di riferimento in merito ai contributi previdenziali e assistenziali sul lavoro albanese.

L’obbiettivo dei contributi assistenziali è quello di coprire le situazioni di rischio o di impossibilità di produre reddito dei contribuenti, come: la disoccupazione, gli infortuni, le malattie professionali e la maternità. Mentre i contributi previdenziali sono destinati a coprire le prestazioni pensionistiche.

La normativa albanese in materia di contributi distingue tra lavoratore dipendente e persone fisiche con partita iva. Di seguito vediamo le differenze.

L’onere contributivo sul lavoro dipendente:

–   Contributi previdenziali pari al 24,5%, di cui 15% a carico del datore di lavoro e 9,5% a carico del lavoratore. La base imponibile si intende la paga lorda che deve essere fissata tra il minimo legale pari a 24.000 Lek[1]e la paga massima pari a 105.850 Lek[2].

–  Contributi assistenziali pari al 3,4% della paga lorda percepita, di cui 1,7% a carico del datore di lavoro e 1,7% a carico del lavoratore. Per quanto riguarda i contributi assistenziali la legge non impone un limite massimo della base imponibile come nel caso dei contributi previdenziali.

Secondo la normativa vigente, il datore di lavoro deve trattenere dalla busta paga del lavoratore i contributi e procedere con il versamento dello stesso entro il giorno 20 del mese successivo. Entro il medesimo termine, il datore di lavoro ha l’obbligo di effettuare una specifica dichiarazione agli enti preposti. Invece per le società che sono registrate come microimprese la scadenza è entro il giorno 20 del mese successivo al trimestre di riferimento.

L’onere contributivo per le persone fisiche con partita Iva:

–    Contributi previdenziali pari al 23%[3], calcolati sulla base imponibile fissa pari alla paga lorda minima pari a 24.000 Lek.

–    Contributi assistenziali pari al 3,4%[4], calcolati sulla base imponibile fissa pari al doppio della paga lorda minima pari a 48.000 Lek.

Le persone fisiche devono effettuare l’invio della dichiarazione e il pagamento dei contributi entro il giorno 20 del mese successivo oppure entro il giorno 20 del mese successivo al trimestre di riferimento per le persone fisiche che sono registrate come piccoli imprenditori.

Per coloro che avessero necessità lo Studio Occari & Partners, con sede in Durazzo, dispone di personale qualificato e specializzato per lo svolgimento di queste attività.

_______________________

[1]Corrispondenti alla data del presente contributo a circa 190,00 euro

[2]Corrispondenti alla data del presente contributo a circa 836,00 euro

[3]Corrispondenti alla data del presente contributo a circa 44,00 euro

[4]Corrispondenti alla data del presente contributo a circa 13,00 euro

A cura del dott. Ermal Shehu

Il diritto al rimborso del credito IVA

Una delle tematiche più rilevanti, per le società di diritto albanese che operano in ambito internazionale, è quella del rimborso del credito IVA che può maturare per effetto della gestione. Il presente contributo è dedicato a riassumere la principale normativa e prassi di riferimento.

Il rimborso del credito IVA, in Albania, è disciplinato dall’articolo 77 della Legge n. 92/2014, in materia di imposta sul valore aggiunto.

Nel merito va anzitutto rilevato che, per poter richiedere il rimborso dell’IVA, devono sussistere entrambi i seguenti requisiti in capo al contribuente:

(a) essere a credito Iva per tre mesi consecutivi e;

(b) aver maturato un credito da rimborsare almeno di 400.000 leke.[1]

Con la particolarità che il requisito della posizione a credito per tre mesi consecutivi precedenti non si applica per gli esportatori abituali.

Di norma, in presenza dei requisiti, il rimborso avviene:

(a) entro 30 giorni dalla presentazione della richiesta per i soggetti esportatori;

(b) entro 60 giorno dalla presentazione della richiesta per tutti gli altri soggetti. 

Presentazione domanda di rimborso IVA

La compilazione di una domanda di rimborso IVA è una procedura delicata, perché a seguito della domanda vengono normalmente attivati, come in seguito precisato, specifici controlli. Ciò premesso, dopo aver opportunamente predisposto la documentazione necessaria per i controlli, la domanda di rimborso Iva può essere compilata online sul sito dell’Amministrazione finanziaria albanese[2], stampata ed inviata a mezzo posta alla Direzione Rimborsi Iva.[3]

Verifica preliminare della richiesta di rimborso

A seguito della regolare presentazione della domanda, l’Amministrazione finanziaria albanese procede a verificare:

  • se l’IVA richiesta a rimborso coincide con l’IVA a credito risultante dalle dichiarazioni presentate all’Amministrazione finanziaria;
  • se risultano soddisfatti i criteri legali per il rimborso e quindi l’esistenza di un credito chiesto a rimborso superiore a 400.000 leke e, per i soggetti che non risultino qualificati come esportatori abituali, la presenza di liquidazioni a credito nei tre mesi precedenti.

Accettazione della richiesta di rimborso

Se dalla verifica preliminare risultano soddisfatti tutti i requisiti normativamente previsti allora la richiesta di rimborso viene accolta. In tal caso il contribuente riceverà un avviso di liquidazione del rimborso, che indicherà che la materiale restituzione dell’IVA a credito seguirà una procedura basata sull’analisi del rischio correlato al contribuente ed alla specifica pratica di rimborso.

Analisi del rischio delle richieste di rimborso IVA da parte dell’Amministrazione finanziaria albanese

Il metodo utilizzato dall’Amministrazione finanziaria albanese per esaminare delle richieste di rimborso può variare a seconda del grado di rischio e del valore chiesto a rimborso.

  • se il contribuente è classificato a rischio basso o nullo (in relazione alle dimensioni ed alle specificità del contribuente), la richiesta non viene sottoposta all’analisi del rischio e il rimborso viene erogato automaticamente;
  •  se il contribuente non è classificato come a rischio basso o nullo, l’erogazione del rimborso sarà di regola preceduta da attività ispettive specifiche.

In particolare, in presenza di una pratica di rimborso IVA qualificata come a rischio evasione, discrezionalmente da parte della Direzione Rimborsi Iva, quest’ultima procederà ad attivare la Direzione Regionale dell’Amministrazione Finanziaria albanese per l’espletazione di due livelli di verifiche prima della erogazione del rimborso:

  •  il controllo della documentazione senza presentarsi fisicamente nella sede del contribuente; oppure
  • il controllo della documentazione presso le sedi del contribuente.

In tali casi, le procedure di verifica avverranno in osservanza di quanto previsto dalla Legge n. 9920 del 19.05.2008 che regola appunto i poteri di accesso, controllo e verifica da parte dell’Amministrazione finanziaria albanese. 

I tempi tecnici medi per le procedure di verifica ispettiva e controllo di spettanza del credito

Il direttore generale dell’Amministrazione finanziaria albanese, in presenza di validi motivi e in presenza di richiesta da parte del direttore dell’Ufficio Regionale competente, avrà la facoltà di stabilire un periodo di verifica ispettiva della durata fino a 60 giorni. Inoltre, l’amministrazione fiscale, prima di esaminare la richiesta di rimborso, può invitare il contribuente a fornire prova che la sua attività economica esercitata dia diritto alla detrazione dell’Iva, attivando una vera e propria fase di contraddittorio.

 

Di regola, inoltre, ultimato il controllo ispettivo, l’Amministrazione finanziaria deve rilasciare un verbale di esito delle verifiche. Detto verbale deve in particolare essere notificato entro 5 giorni dalla ultimazione dei controlli. Avverso l’esito di tale verbale, il contribuente può presentare reclamo con proprie osservazioni entro 5 giorni dalla relativa notifica.


Diniego della richiesta di rimborso Iva:

La richiesta di rimborso dell’IVA può essere rifiutata se dalle attività ispettive ed in generale in esito ai controlli dovesse risultare che la richiesta non soddisfa tutti i requisiti di legge ovvero in caso di irregolarità riscontrate. In tal caso il contribuente viene avvisato del rifiuto della richiesta attraverso una comunicazione formale dell’Amministrazione finanziaria.

In tal caso la richiesta potrà essere ripresentata solamente dopo avere eliminato tutte le cause per le quali la precedente richiesta è stata rifiutata.

 

L’erogazione del rimborso IVA

Ottenuta l’approvazione della richiesta di rimborso la Direzione Rimborsi IVA trasmetterà la disposizione di pagamento all’Ufficio del Tesoro, il quale procederà con l’erogazione del rimborso entro 5 giorni dalla ricezione delle disposizioni.

 

L’articolazione della procedura di rimborso e la delicatezza delle fasi di controllo rendono sempre opportuno, per i contribuenti, farsi assistere da studi professionali qualificati in queste pratiche. Per coloro che avessero necessità lo Studio Occari & Partners, con sede in Durazzo, dispone di personale qualificato e specializzato per lo svolgimento di queste attività.

 

 

Il rimborso IVA in Albania e le verifiche amministrative sulle società che lo richiedono
Albania: delocalizzare la tenuta della contabilità

L’Albania è nota come il Paese di call center. Ma pochi sanno che vi è un gran numero di ragazzi, laureati in economia, che si è nel tempo specializzato nella tenuta della contabilità italiana, facendo pratica presso diversi studi italiani che da anni sono presenti sul territorio albanese.

In tale situazione, oggi, l’Albania si presenta come una grande opportunità da cogliere, da parte delleamministrazioni aziendali e da parte degli stessi studi professionali italiani, per ridurre i propri costi amministrativi. Infatti, è possibile con un modesto investimento aprire un proprio centro contabile privato in Albania.

Grazie alla cablatura in fibra delle città albanesi, un Ufficio Amministrativo, realizzato in Albania, può operare in modo efficiente da remoto collegandosi con la sede principale della propria azienda, oppure con il proprio Studio Professionale presente in Italia. La conoscenza della lingua inglese e della lingua italiana, da parte degli operatori albanesi, aiuta spesso in modo determinante l’attuazione di queste iniziative.

Tra i programmi di lavoro più diffusi tra gli operatori contabili albanesi ci sono Team System e Zucchetti. Quindi due tra i più noti sistemi di gestione della contabilità adottati dalle imprese italiane.

L’ opportunità di delocalizzazione una parte del proprio Ufficio Tecnico in Albania è fruibile con profitto non soltanto dalle grandi imprese, ma anche dalle microimprese e piccole e medie imprese, ed ovviamente da parte degli studi professionali. In quanto i costi per la realizzazione di un piccolo Ufficio Amministrazione e Contabilità possono essere davvero contenuti.

Un buon contabile, con un’ottima conoscenza della lingua italiana, spesso ha uno stipendio netto di 42.000 leke albanesi (circa 300 euro) ed un costo lordo aziendale di circa 58.000 leke (430 euro). Quindi un piccolo Ufficio Amministrazione e Contabilità, con tre operatori contabili, locali dedicati e tutti i servizi necessari lo si può attivare e gestire con appena 2.000 euro di costi al mese.

L’internazionalizzazione è sempre un momento di crescita, sia per le imprese che per uno studio professionale. Una opportunità da cogliere per aprire al mondo il proprio modo di lavorare.

Il Prime Advisory Network, con i propri servizi di Global Export Management, si propone come punto di riferimento per tutti coloro che siano interessati a delocalizzare in Albania questo tipo di attività. Contattaci senza impegno. O chiamaci allo 02 80888564.

A cura del dott. Ermal Shehu

Investire in Albania è un trend sempre in crescita, negli ultimi anni tante aziende italiane hanno deciso di trasferirsi in Albania. Le ragioni di questo spostamento sono diverse, le più importanti:

  • Manodopera qualificata e a costi contenuti;
  • Sistema economico compatibile con quello italiano;
  • Sistema fiscale generale favorevole;
  • Posizione geografica favorevole;
  • Diffusione della lingua italiana.

In Albania come in Italia possono essere adottate diverse forme di società. La normativa albanese prevede diversi tipi di società, dove le più importanti sono:

  • Shoqeri me pergjegjesi te kufizuar (Società a responsabilità limitata)
  • Shoqeri aksionere (Società per azioni)

La maggior parte degli investitori esteri che hanno iniziato un’attività economica in Albania hanno optato per una SRL, che è anche la forma societaria più diffusa nel sistema economico albanese.

Secondo il principio di residenza, il soggetto giuridico/fisico residente nel territorio dello Stato viene tassato sul reddito generato a livello globale invece il soggetto non residente viene tassato solamente per il reddito generato nel territorio dello Stato.

La normativa albanese in materia di tassazione societaria prevede le seguenti aliquote per la tassazione dell’utile societario:

  • Fino a un reddito lordo annuo di 5.000.000 Lek (circa 37.500,00 Euro) aliquota pari a zero;
  • Reddito lordo annuo da 5.000.001 – a 8.000.000 Lek aliquota pari al 5% del utile;
  • Reddito lordo annuo oltre 8.000.000 Lek aliquota pari a 15% del utile.

Con il nuovo pacchetto fiscale, dal 2018 sono state previste delle riduzioni dell’aliquota per i seguenti settori:

  • Le società che operano nel settore di produzione/sviluppo di software avranno un’aliquota che sarà pari al 5%[1] dell’utile invece del 15%.
  • Le società titolari di strutture “Alberghi/Resort 4 e 5 stelle, status speciale”[2] e che sono titolari di un marchio registrato e riconosciuto a livello internazionale avranno un’aliquota di tassazione sull’utile pari a 0%. L’esenzione si applica per un periodo massimo di 10 anni per tutte quelle strutture alberghiere che ricevono lo status speciale entro dicembre 2024. L’esenzione fiscale inizia con l’inizio dell’attività economica ma non più tardi del terzo anno dall’ottenimento dello status speciale.

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[1] Solamente per la parte dell’utile realizzato fuori dal territorio dello Stato, invece per la parte dell’utile realizzato nel territorio dello Stato l’aliquota continuerà ad essere pari al 15%.

[2] Secondo la legge in materia di turismo.

La tassazione delle società di capitali in Albania nel 2018